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timthumbABBAZIA DI MONTECASSINO

Fondata nel 529 da san Benedetto da Norcia sul luogo di un’antica torre e di un tempio dedicato ad Apollo, situato a 519 metri sul livello del mare, ha subito nel corso della sua storia una serie di distruzioni, terremoti a cui sono seguite sempre le ricostruzioni. Nel 581, durante l’invasione dei Longobardi, il monastero venne distrutto per la prima volta e la comunità dei monaci, con le spoglie del Santo fondatore fu costretta a rifugiarsi a Roma. In seguito, dal 643 i monaci trovarono ospitalità presso la comunità di San Colombiano a Bobbio e in seguito nei vari monasteri ed abbazie in Italia ed in Europa, ciò dando loro la possibilità di diffondere enormemente la comunità e la regola benedettina. Ricostruita intorno al 717 sotto l’impulso di Petronace di Montecassino, l’abbazia venne distrutta una seconda volta dai Saraceni nel 883, poi riedificata per volere di papa Agapito II nel 949. Per tutto il medioevo, l’abbazia fu un centro vivissimo di cultura attraverso i suoi Abati, le sue biblioteche, i suoi archivi, le scuole scrittorie e miniaturistiche, che trascrissero e conservarono molte opere dell’antichità. Testimonianze storiche del più alto interesse e di sicura validità sono state raccolte e tramandate a Montecassino: dai primi preziosi documenti in lingua volgare ai famosi codici miniati cassinesi, ai preziosi e rarissimi incunaboli. Oggi vanta un museo ed una biblioteca dove poter ammirare questi preziosi reperti storici e l’Abbazia nella sua maestosità domina l’intero territorio. Oltre ad essere luogo di turismo sacro, per il monastero, la chiesa, il famoso chiostro di Santa Chiara, presso MonteCassino c’è il famoso cimitero, polacco che accoglie le migliaia di giovani soldati caduti durante la seconda guerra mondiale .

I CIMITERI DI GUERRA

Altri cimiteri importanti per le vittime di guerra sono per esempio quello tedesco e quello inglese. Il cimitero tedesco è situato presso la frazione Caira di Cassino. Accoglie ben 20035 salme di soldati che combatterono la Seconda Guerra Mondiale . Il Cimitero fu seguito durante la sua costruzione nel 1959 dall’architetto Tischler inizialmente e pi terminato dal Prof. Offemberg. È un monumento che realizza una perfetta unione tra natura e opere marmoree, infatti le grandi croci disposte in circolo rappresentano la riconciliazione dell’uomo con la terra. Il cimitero inglese, invece, si trova sulla via per Sant’Angelo in Theodice, appena usciti dall’abitato di Cassino. Accoglie 4255 salme, ha una rigogliosa vegetazione che lo circonda e anche questo come il cimitero tedesco rappresenta nella sua essenzialità un monumento di grande prestigio e bellezza, oltre ad essere un tributo alla memoria del conflitto a fuoco tra i più cruenti della storia. IL MUSEO HITORIALE Imperdibile per coloro che visitano la città di Cassino è il Museo Historiale. L’Historiale è un museo multimediale, con spazi dedicati a mostre ed esposizioni, che prevede dei percorsi tematici anche adattabili a seconda dei gruppi di visitatori e alle esigenze di approfondimento L’Orario d’apertura del museo è: 10:00 – 18:00 dalla Domenica al Venerdì, ultimo ingresso 17:00. Sabato chiuso. Il museo è aperto per il pubblico individuale dal 1 Marzo al 30 Settembre, mentre per i gruppi è possibile visitarlo, previa prenotazione, durante tutto l’anno.

L’ANFITEATRO ROMANO

L’anfiteatro romano di Cassino, del I secolo a.C., è una delle realizzazioni più tipiche dell’architettura romana che nasce per spettacoli anch’essi tipici di Roma antica: i ludi gladiatori. A costruire l’anfiteatro fu la matrona Ummidia Quadratilla come ricorda una lapide rinvenuta nel 1757 con l’epigrafe: Ummidia C.F. / Quadratilla / Amphiteatrum et / Temlum Casinatibus / Sua Pecunia Fecit. Dunque la matrona fece costruire a sue spese non solo l’anfiteatro ma anche un tempio del quale tuttavia non sono rimaste tracce. Nel 1923 e` stata rinvenuta un’altra iscrizione col nome di Quadratilla, su un blocco interrato presso uno degli accessi del teatro, a confermare ulteriormente l’attribuzione. L’anfiteatro di Cassino, però ha alcune caratteristiche che lo rendono davvero unico, poiché si presenta anomalo a strutture simili, infatti parte della “cavea” sfrutta il pendio del monte, per cui solo la parte che va verso valle è sorretta da strutture murarie. La pianta è ellittica con un diametro corto di m. 68 ed un lungo di m. 85 e un perimetro di m. 160. La sua “singolarità” lo rende di certo un’attrazione ed un’opera da visitare con viva curiosità ed attenzione.

LE TERME VARRONIANE

Celebri a Cassino sono anche le terme di Varrone. “La zona sorgentizia delle Terme Varroniane è classificata come la più grande d’Italia. Tali acque sgorgano dal parco delle Terme Varroniane, ricco di vegetazione, nella quale spiccano i salici piangenti con i rami spioventi sui ruscelli. Il paesaggio è particolarmente suggestivo in primavera e autunno. Il parco è poco distante dalla zona dove dovrebbe esservi l’antico edificio latino identificato come una sontuosa villa appartenuta a Marco Terenzio Varrone, da lui citata nei suoi scritti. Marco Tullio Cicerone sostiene che la villa avrebbe ospitato degli incontri amorosi sregolati di Marco Antonio…” . Il complesso turistico di queste rigogliose terme è caratterizzato dalla presenza della fitta vegetazione, immersa in acque oligominerali che sgorgano da varie fonti, ma non solo, addirittura queste acque sono comunemente utilizzate per curare tutte le “malattie del ricambio”. All’interno delle terme si trova anche un camping, una sala congressi ed è possibile fruire di aree attrezzate per pic-nic. La location si presta spesso, durante l’anno, come teatro di eventi e manifestazioni sia musicali che folkloristiche.

EVENTI SPECIALI A CASSINO

La festa di San Benedetto è particolarmente sentita nella Città Martire, proprio perché è la terra dove nasce l’Abbazia e dove il celebre Santo ha fondato il suo ordine e la sua regola “Ora et Labora” dal latino “Prega e Lavora”, ed è proprio per questo che in occasione della festa del Patrono d’Italia si tengono celebrazioni ed eventi caratteristici proprio a Cassino. Il 21 marzo, giorno di inizio della primavera, il luogo principe della manifestazione in onore del Santo è da sempre il monastero benedettino e quindi l’Abbazia di MonteCassino. L’intero evento caratterizzato da un corteo storico, che sfila lungo le vie della città, al suono delle tipiche musiche medievali è un momento di festa, di cultura, di arte, di incontro e confronto, di preghiera, di intensa spiritualità all’ombra della secolare tradizione di MonteCassino.

ABBAZIA DI FOSSANOVA

L’abbazia di Fossanova, un’altra celebre chiesa è sita nei pressi di Priverno, in provincia di Latina. L’abitato tutt’intorno ha l’aspetto di vicus e prende il nome da una cloaca che nei primi tempi del piccolo borgo (ora frazione di Priverno) era chiamata Fossa Nova. L’abbazia, in stile gotico cistercense, è considerata la prima di questo stile in Italia (1187-1206), ha l’interno spoglio o quasi di affreschi (ne rimangono, almeno fino al 1998, alcuni brandelli sulle pareti) secondo l’austero memento mori dei monaci cistercensi. Il complesso abbaziale noto come rifacimento di quello benedettino è costituito dal chiostro, fulcro dell’intero organismo, dalla chiesa di Santa Maria, dalla Sala Capitolare con sovrastanti dormitori dei monaci, dal refettorio, dalla cucina e dai dormitori dei conversi. Completano l’insieme la casa dei pellegrini, il cimitero e l’infermeria. Ha comunque un ricco centro turistico perché al suo interno ci sono ristoranti, bar e piccole botteghe con artigianato locale e souvenirs.

CITTA’ LIMITROFE FUMONE – CASTELLO DI FUMONE

Il castello di Fumone è stato la principale fortezza militare dello Stato Pontificio del Basso Lazio; fu usato per oltre 500 anni (XI-XVI secolo) come punto di avvistamento. Il castello conserva nel Museo interessanti reperti archeologici e comprende anche un giardino pensile, realizzato dalla famiglia Longhi nel Seicento. Il giardino sospeso, ricavato dall’unificazione dei camminamenti di ronda, dei fossati e dei quattro torrioni interni, è uno dei rari esempi nel suo genere in Europa, ed è tipico dell’arte del giardino classico all’italiana. Nel castello sono stati preservati due luoghi, nel piano nobile, riconducibili a papa Celestino V. Uno è la Cappella costruita nel XVIII secolo in sua memoria. Attigua alla cappella è la cella dove venne rinchiuso e dove l’ex papa trascorse gli ultimi 10 mesi di vita, praticamente murato vivo. Nel 1966 papa Paolo VI ha visitato questi luoghi. Il caratteristico borgo medievale che circonda il castello ha conservato quasi perfettamente il suo aspetto originale.

VEROLI

Veroli è un comune della provincia di Frosinone, nel Lazio. La città, arroccata sopra un rilievo dei Monti Ernici, si trova a 570 metri di altezza. Veroli resta a tutt’oggi un paese legato alla tradizione cattolica, ed alla sua tradizione più in generale. Sul territorio sorgono numerose chiese, e per ognuna vi è un culto particolare dedicato. Tutte le chiese, nel giorno del Giovedì Santo, organizzano una commemorazione floreale di uno dei passi della vita del Cristo o della sua resurrezione. Particolarmente evocativa risulta quella della Madonna dell’Addolorata: la chiesa è drappeggiata a lutto e la Madonna, con il cuore trafitto da un pugnale piange sulla salma del figlio. La statua di questa Madonna ha i capelli veri, dono votivo di una donna del paese. Anche il suo velo, sempre nero, è un dono di una donna verolana. Gli ex-voto più pittoreschi possono essere visti nella cappella della Madonna dell’Olivella, situata nella parte bassa del paese: all’Olivella, per l’appunto.

PASTENA – GROTTE DI PASTENA

Le Grotte di Pastena, scoperte nel 1926 dal barone Carlo Franchetti e rese turistiche a partire già dal 1927, sono annoverate tra i maggiori complessi speleologici della nostra penisola. L’area in cui sono situate risulta una delle più pittoresche della Ciociaria, dove l’inclemenza degli eventi geologici ha determinato la formazione di un paesaggio tipico, paragonabile al Carso Friuliano, bizzarre forme di erosione e pianure legate ad antichi laghi carsici. Il percorso turistico, che si articola tra un ramo attivo inferiore, dove scorre un fiume sotterraneo, ed un ramo fossile superiore, ricco di concrezioni calcistiche, mostra ambienti di particolare interesse, unici per maestosità e mistero.

FORMIA

Un’antica rocca che affaccia sul mare, un paese molto grazioso che ha sia un centro storico, pur piccolino, ben conservato, sia una parte più recente, ricca di negozi e ideale per lo shopping, nell’immediato ha anche un grande centro commerciale dove fare acquisti. Famosa è anche la Tomba di Cicerone, grande oratore latino, conservata nelle vicinanze.

GAETA

Un paese molto bello e romantico caratterizzato da un piccolo porticciolo, un caratteristico centro storico, diverse cattedrali, nonché edifici antichi in ottime condizioni, con un turismo marittimo e non solo, molto elevato, è uno dei posti più apprezzati della zona, a soli 40 km da Cassino, gode di diverse spiagge attrezzate o meno, molto belle e con un mare cristallino. Ottiene ogni anno la bandiera blu, come riconoscimento di un’ottima tenuta dei litorali e delle acque. Da non perdere le spiagge dintorno, di cui alcune molto famose “i trecento scalini”, “le grotte di Tiberio”, “serapo”.

SPERLONGA

Un caratteristico paese completamente arrampicato sul dorso di una collina che affaccia sul mare, un centro interamente in pietra con piccole piazze e scale di pietra con finestre che danno sul golfo e che fanno di Sperlonga una piccola Capri. Con importanti monumenti e un’incantevole vista. La chiesa di Santa Maria di Spelonca è menzionata come esistente già nel 1135. A due navate, con matronei, subì successivamente modifiche e rifacimenti. Conserva una tela con la “Madonna Assunta” sull’altare maggiore ed una statua lignea di San Leone Magno, nella cappella del Presepe, che gli fu dedicata al momento della sua consacrazione come patrono del paese (dagli inizi del XVIII secolo). La cappella di San Domenico possiede un altare settecentesco con una spettacolare volta affrescata. Altro monumento famoso è la chiesa di San Rocco, del XV secolo, poi Palazzo Sabella che ospitò nel 1379 l’antipapa Clemente VII, in fuga da Anagni dopo la sconfitta di Marino. Ma è l’intera struttura del paese a tipicizzarsi per la sua forte connotazione mediterranea, caratterizzata da case imbiancate a calce e da una struttura molto simile alle città greche o arabe.

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