MONTAGNA SPACCATA

Uno dei luoghi più suggestivi di Gaeta

Il Santuario della SS.ma Trinità, detto anche della Montagna Spaccata in genere molto frequentato dai turisti fu costruito nell’XI secolo in un luogo naturale notevole dove tre fenditure interessano il promontorio.
Il percorso, oltre al Santuario della SS. Trinità, prevede anche una sosta alla bellissima “Grotta del Turco”.
Il luogo è collegato sia alla cultura religiosa sia ad alcune credenze popolari. Fra queste ci sarebbe quella che narra dell’impronta della mano di un marinaio turco impressa su una roccia.

Dato il contesto naturale ovviamente non è possibile escludere che nella grotta nei tempi oscuri del medioevo siano approdate navi di pirati saraceni.
Infatti intorno all”anno 846, prima che Gaeta fosse fortificata, gli stessi occuparono brevemente la città. E le escursioni in questi luoghi lasciano spazio a suggestioni e racconti.

Presso il Santuario, visitato in passato da numerosi santi, ci sono anche un corridoio della Via Crucis, una Cappella del Crocifisso ed anche un convento dove sono conservati alcuni quadri di Sebastiano Conca (pittore nato a Gaeta nel 1680) ed altri artisti.
Il monastero è ora sede di un seminario e di organizzazioni religiose fra i quali una filiale del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere). Anche nella chiesa non mancano quadri e statue di un certo pregio e valore. Da diversi punti del santuario che è stato nel tempo accuratamente restaurato, si può ammirare il paesaggio del golfo di Gaeta ed anche della famosa spiaggia di Serapo. Ed è un panorama davvero mozzafiato.

Papa Pio IX all’epoca del suo breve esilio a Gaeta (1848-1850) frequentava questo santuario e la Cappella d’Oro nel complesso della SS.Annunziata.
Alla Grotta del Turco si può scendere anche utilizzando una scalinata. Non è distante da questi luoghi il mausoleo di una villa romana che sarebbe appartenuta a Lucio Munazio Planco.
Il monumento circolare, restaurato nel 1957 dopo il suo utilizzo a fini bellici , conserva alcune iscrizioni originarie.

Una tradizione di epoca romana stimava che nel promontorio si trovasse la tomba di Caieta, nutrice di Enea.
A tal proposito va segnalato che la villa fu costruita poco dopo che Virgilio aveva composto l’Eneide.
La zona è inclusa nell’area protetta di Monte Orlando che fu istituita dalla Regione nel 1986 ed ha un’estensione di poco superiore ai 50 ettari.